Niente da eccepire, è autunno. La mia stagione preferita fino a una settimana fà: mi ci sono sempre trovato a mio agio, nella nebbia, dentro i primi freddi del mattino, osservando rami svogliati mentre aprono le dita, tradendo foglie che scrocchieranno di solitudine, sotto scarpe distratte. Ma oggi il freddo non è atmosferico, non è un capriccio di stagione, e non lo mandi via con un giro di sciarpa attorno al collo. Oggi è un freddo di vuoto, di paralisi: il freddo della resa....
Bologna, la "Piazzola", giorno di mercato."No guarda che ti sbagli, la formica ha un'intelligenza di specie, se la prendi da sola è un automa...si, come un robot"......."Vediamo...no signora, quello rosso a "V" è finito, se vuole c'è azzurro, arancione, antracite...no, no, rosso proprio non c'è"......"Ma secondo te, mi conviene prendere la gonna per ste scarpe o tengo le vecchie e cerco qualcos'altro?"......"6 euro per il pareo, vabbè dai, dammene 5"......"Ciao dada, hai qualche spiccio?".
Mi tiene la mano, un poncho nero, un paio di jeans ("i più larghi che mi siano rimasti"), delle sneakers bianche e nere ai piedi, rosa le stringhe slacciate. Mi guarda negli occhi:"Andiamo al mercatino dei libri usati! Sto cercando un libro di Jeane Austen", poi scuote la testa sconsolata, ma continua a sopportare la mia faccia insopportabile.
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