martedì 19 luglio 2011

Caterina

Caterina mi ricuce il cuore, con fili di vino bianco e un ago di tabacco.
Oggi sono tristissimo e solo, e Caterina balla per me, sul tavolo di legno, fra i bicchieri a metà e la bottiglia condensata di freddo.
Caterina, ride e parla con tutti, per la strada vecchia e nei vicoli umidi e ombrosi che mandano odore di pioggia.
Caterina mi siede accanto fumando, sotto l'ombrello nero, sugli scalini stretti e corti che degradano a lago, che oggi l'estate è distratta, e lei è il mio rifugio.
Caterina m'addormenta il cuore, sotto coperte di vino bianco, sopra un cuscino di tabacco.

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