Dito pigiato sul campanello. Due secondi possono bastare, mi auguro. Niente. Altri due secondi. Niente. Ecco, non c'è nessuno, mi toccherà mangiare da solo, e oggi proprio non è cosa. Altri due secondi. Finalmente sento il rumore sordo delle chiavi che girano nella serratura, lo sgancio metallico del piccolo cancello e la finestra del secondo piano che si apre. Mia nonna dall'alto e mio zio dal basso: "Cosa c'è?""Ehm, nulla, passavo così per salutare...disturbo? Stavate mangiando?"
"No no, mangeremo tra mezz'ora. Resti qui per pranzo?"
Sotto sotto mi vergogno, ma con la migliore delle facce possibili: "Ah, va bene dai, perchè no?". Rassicura sapere che sulle nonne si può sempre contare. Il pranzo, rassicurante pure quello: cucina contadina, di quelle vere, di quelle dove il rosso fa sangue, la lingua salmistrata anche d'estate, dove l'aglio per forza e la cipolla fa bene, dove tanto la tua morosina se ti vuole bene, ti bacia lo stesso, di quelle che non puoi negarti se sei reduce da una mattina nei campi...già, peccato che sia sveglio si e no da quindici minuti, e anche se non si è un amante del cornetto e cappucino, la colazione al Groppello qualche nostalgia arabica te la lascia.
Venti minuti venti dopo il pranzo è già finito, perchè "C'ho da stirare e pulire le lumache"...e le palpebre iniziano a perdere la scommessa.
Mi sveglio piuttosto rincoglionito, pronto a dare un senso a quel che resta del pomeriggio. Mi alzo dal divano di pelle nera, che si stira con rumori non molto piacevoli. "Ciao Noni, ciao Tavàn, io vado a casa!".
"Nonna? Io vado, tu che fai? Lumache?"
"Sto facendo dei ravioli per domani...se vuoi aiutarmi...".
Dopo un ora di stendi la pasta, fai pallette con il ripieno, "ancora un pò di farina", "attento che non si aprano", inizo a meditare un monumento a tutte le massaie mattarellute d'Italia. Ho la schiena a pezzi. Finalmente l'ultima sfoglia. Mia nonna mi guarda e con tranquillità:
"Come si chiama?".
"Come si chiama chi?".
"Questa ragazza...".
"Ragazza? Ma parli con me?".
"Guarda che non ne vale la pena...di piangere, tanto il pane che è destinato a te non te lo mangia nessuno".
"....ehm, va bene, grazie".
Mia nonna non è più rassicurante, mia nonna c'ha i poteri.
"No no, mangeremo tra mezz'ora. Resti qui per pranzo?"
Sotto sotto mi vergogno, ma con la migliore delle facce possibili: "Ah, va bene dai, perchè no?". Rassicura sapere che sulle nonne si può sempre contare. Il pranzo, rassicurante pure quello: cucina contadina, di quelle vere, di quelle dove il rosso fa sangue, la lingua salmistrata anche d'estate, dove l'aglio per forza e la cipolla fa bene, dove tanto la tua morosina se ti vuole bene, ti bacia lo stesso, di quelle che non puoi negarti se sei reduce da una mattina nei campi...già, peccato che sia sveglio si e no da quindici minuti, e anche se non si è un amante del cornetto e cappucino, la colazione al Groppello qualche nostalgia arabica te la lascia.
Venti minuti venti dopo il pranzo è già finito, perchè "C'ho da stirare e pulire le lumache"...e le palpebre iniziano a perdere la scommessa.
Mi sveglio piuttosto rincoglionito, pronto a dare un senso a quel che resta del pomeriggio. Mi alzo dal divano di pelle nera, che si stira con rumori non molto piacevoli. "Ciao Noni, ciao Tavàn, io vado a casa!".
"Nonna? Io vado, tu che fai? Lumache?"
"Sto facendo dei ravioli per domani...se vuoi aiutarmi...".
Dopo un ora di stendi la pasta, fai pallette con il ripieno, "ancora un pò di farina", "attento che non si aprano", inizo a meditare un monumento a tutte le massaie mattarellute d'Italia. Ho la schiena a pezzi. Finalmente l'ultima sfoglia. Mia nonna mi guarda e con tranquillità:
"Come si chiama?".
"Come si chiama chi?".
"Questa ragazza...".
"Ragazza? Ma parli con me?".
"Guarda che non ne vale la pena...di piangere, tanto il pane che è destinato a te non te lo mangia nessuno".
"....ehm, va bene, grazie".
Mia nonna non è più rassicurante, mia nonna c'ha i poteri.
1 commento:
..e può capitare che si venga attratti per bramosia da semplici briciole lasciate qua e là...
quando si ha fame anche poche briciole fanno gola..
ma potrebbe capitare che il pane intero non sia poi così ghiotto e gustoso al nostro palato.....no?
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