Una giornata atmosfericamente insopportabile, pioggia e sole, sole e pioggia, insopportabile: sole guasto che inquina la necessaria malinconia della mia pioggia, amica fredda e grigia che ride ai miei bronchi troppo delicati e alla mia buffa figura quando ci cammina dentro senza slancio, senza un trench logoro da esibire, senza prese di tabacco umide in tasca, senza una donna che abbia la nostalgia dei miei passi sulle scale. E' Hollywood che me lo ha messo nel culo, e gli piace pure. E allora lo alzo io il culo, quello della bottiglia, verso il soffitto, perché se lo mangi questo sole maledetto che mi stupra la tristezza di dosso. Lasciatemi con queste cinque lettere nella carne, notte e giorno, sole o pioggia, ciglia lunghe, dita affusolate, gambe bianche e labbra piccole nella luna...
"la luna era una farola y a ella me abrazé borracho y acabé buscando versos en el fondo de mi vaso..."[F.Cabrales]
giovedì 27 settembre 2007
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