Vestivamo di stoffa bianca, la foto con il nome al petto, e il taccuino degli appunti in mano. Fumavamo nella carta, con il cilindro piccolo di cotone, e un ciuffo biondo che cercava fuoco. Aspettavamo tutti in coda, vassoio in mano, con lo stomaco grande per la fame e le spalle pesanti. Cercavamo di studiare, sui libri alti, nella stanza gialla e acre di respiri lenti e stanchi. Aprile è caldo come mai prima e non so com'è, ma se ti guardo, mi si ferma ancora il cuore.
E quannu t'ancontru 'nda strata mi veni 'na scossa 'ndo cori 'ccu tuttu ca fora si mori na' mori stranizza d'amuri, I'amuri.
[F.Battiato]
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