Esiste un filo sospeso, tra il buio della rete sotto, e il buio della notte più su, oltre il tendone, un filo d’argento che chiude l’orizzonte tra due lunghi pali, dell’ebbrezza il primo, del respiro il secondo, e nel mezzo l’acrobata del circo, e Caterina, seduta in terza fila, le dita affondate nel sacchetto verde di pistacchi, che lo spinge ad ogni passo, e lo ama ad ogni inciampo.
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