In stille purissime, nel vaso d’argilla ti lascio cadere piano, per poter bere a sorsi pieni quando le labbra e l’anima avranno sete.
E goccia, dopo goccia, dopo goccia, ti sento crescere, alzarti fino al bordo, traboccarmi dagli occhi e raccoglierti nei miei palmi, mentre attendo che tu venga a berti dalle mie dita.
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