lunedì 28 febbraio 2011

Piove

Piove, e tra non molto andremo a caccia di brune lumache che si sporgono all’erba verde.

Piove, e se è pioggia che bevi, vorrei rinascere alta e ardesia, come le nuvole del tuo cielo.

Piove, e gli ombrelli gonfi si son chiusi tutti, lasciandoci l’umido mestiere di separare lacrime e acqua.

Piove, e le barche giù al porto hanno perso la vela, mentre stanno morendo di freddo e di noia.

Piove, e vorrei conoscere il nome del legno che ti ripara il sonno e il colore dei fiori che sceglierai domani, per il tavolo della colazione.


venerdì 11 febbraio 2011

Il resto

Misticanza d’insalata: lattughino biondo, lattughino rosso, rucola, spinacino, romana.

Mazzancolle, due etti: grigio pallide, traslucide e carnose, nostalgicamente decapodiche, di Mar Adriatico.

Avocado, trecento grammi: rugoso, oleoso, morbido verde, duro testardo marrone opaco di seme ovale e intatto.

Uova di pesce volante: schiumose, piccole, tenaci perle aranciate.

Latteo, eburneo, liquefatto yogurt.

Una busta di tenue cotone etiope, cucita a mano.

Mancano 70 dorati centesimi per avere un resto tondo. Non li ho; nessun problema, aspetto, non ho fretta, aspetto se ti devono portare le monete per il mio resto. Aspetto.

Nel frattempo, “Oggi eri strano”. Si, oggi ero strano.

martedì 25 gennaio 2011

La valigia

Un sogno di mare, dove eri una nave corsara a vele spiegate e senza bussola, e io non ho saputo essere il tuo porto.

Un sogno adulto, dove i tuoi capelli chiusi tra le mie dita e le tue unghie mi fermavano il respiro, e io non riuscivo a credere che avessi voluto proprio me.

Un sogno bambino, dove provavi la mia pazienza ancora e ancora, e non nascondevi più le tue fragilità.

Un sogno di normalità, dove le nostre paure e la mia distrazione hanno lasciato tua madre ad aspettare sul sagrato.

Un sogno di terra, dove il confine era solo il viaggio che eri pronta a iniziare, e la meta il viaggio che non eri pronta finire.

Questi ed altri sogni chiude la mia valigia.

domenica 9 gennaio 2011

Per nubi sparse

Per nubi sparse piangi e fecondi la mia terra,
dalle tue lacrime nasco, in mani di radici, in capelli d’edera,
in sorrisi di calicanto.

Legno profumato bruci, e da questo avvampo,
in lombi di furore, in denti di brace, in occhi di fiera,
lasciando nuova cenere per la mia terra.

domenica 2 gennaio 2011

Torna amore

Torna amore
vela delicata e libera
che occupi il pensiero della mia terra

sto morendo sulla grandiosità di un fiume
che è rosso di desiderio
e vorrebbe travolgere il tuo amore. [A. Merini]