mercoledì 17 ottobre 2007

Via Lomellina

Adesso non ho motivo di non accenderla. La fumo, stretta tra medio ed indice, poco sopra il filtro.


La farfalla giapponese - [R.Vecchioni]

"Questa grande farfalla giapponese che ho in casa, questa grossa donna cortese che fa la spesa e il tuo sorriso appena andato via e già dimenticato, malinconia...ma poi penso c'è il vino e quello sì che mi salva e un cavallo vincente come gioia di riserva. Anna, fai l'amore chissà con chi e quello che ho da dirti mi resta qui.
Di tanti amori nella mia vita ce n'è mai stato uno giusto? Ho dato rabbia, ho dato poesia ma in fondo cosa resta? Ecco che tutti finiscono mischiati nel bicchiere, ecco che scappa via il cerchio al giocoliere.
Io che lascio ogni sera il mondo uguale al mattino, niente, tiro soltanto chitarre al destino, oggi ladro e domani confessore, un acrobata sulle mie parole. Ma se chiudon la bocca a un solo uomo io grido e non dormo la notte se ho deluso un amico e anche quando ho ragione è colpa mia. Anna, sì, ti perdono, che vuoi che sia.
Di tanti amori della vita mia, morire se mi vergogno; è stata rabbia, è stata poesia, è stato sempre un sogno, e ho ancora voglia di credere fra inverni e primavere in questa faccia mia che ride nel bicchiere, e ho ancora voglia di credere fra inverni e primavere in questa faccia mia che ride nel bicchiere."

martedì 16 ottobre 2007

Mia nonna sorride

Voi forse non la vedete, ma mia nonna sorride.
Tamburella con le dita sul tavolo di legno scuro e sorride, si passa tra le dita la catenina d'oro, il crocefisso e la medaglietta che adesso tengo in tasca, e sorride.
Guarda un uomo che ha negl'occhi il mare della Grecia, e sorride.
Guarda una figlia che oggi è stanca di dover essere forte, e sorride.
Guarda un figlio che ogni giorno che passa assomiglia sempre più al padre, e sorride.
Guarda tutti noi, addormentati sul divano o in viaggio verso casa, che soffiamo forte e affondiamo le unghie nel palmo della mano per mandar giù le lacrime, e sorride.
Guarda tutti noi, "U'Signur" pensa, e sorride.

sabato 13 ottobre 2007

"Perchè ...io?"

Perchè un orecchino blu, una borsa lunga, un imbuto e una pallina
Perchè Via Tre Santi - Borgo Santa Croce con il cuore in gola
Perchè "sono un caso - anzi un casino - disperato"
Perchè la tua agenda che si sposta sul cruscotto seguendo le curve
Perchè "chissà chi c'è su quella nave?"
Perchè le parole ti muoiono sulle labbra
Perchè su quelle labbra ci morirei pure io
Perchè non è mai ora di scendere dall'auto, sotto casa
Perchè posso accarezzarti il ginocchio sinistro
Perchè "Si si si si. Per domani va bene"
Perchè mi guardi e ridi
Perchè non bevo e non fumo
Perchè "Vorrei non ci fosse nessuno su a casa"
Perchè "Voglio nascondermi sotto una coperta e non risalire più"
Perchè adesso sarà sempre stagione per l'anguria
Perchè non sai ancora come chiamarmi
Perchè "Che cosa mi hai fatto?"
Perchè 18 - 05: una passeggiata
Perchè la Ninfa e il Botolo
Perchè lo stomaco si stringe e si fatica a respirare
Perchè "la mia casa è piena di cazzate"
Perchè sei nei miei fogli, sulla punta della mia matita
Perchè i tuoi capelli sul mio sedile
Perchè "...e ci sarà una prossima volta"
Perchè un muro di fiori viola si lascia guardare dal tuo obiettivo
Perchè passi la mano sul bucato appena steso
Perchè li porti alla Bolshoi
Perchè tieni i miei occhiali sulla punta del naso
Perchè voglio imparare la strada dei Pro
Perchè tiri indietro la testa se cerco di baciarti
Perchè non ho sonno
Perchè "Yesh"
Perchè ti serve una flebo se due amici litigano
Perchè la pelle come il latte
Perchè il sopracciglio mi si alza appena
Perchè ti passo la mano sul viso
Perchè il braccio mi trema
Perchè la casa di Kafka sul tuo seno
Perchè amo anche l'unghia di un tuo dito
Perchè mi sento perso pensandoti al di là della Manica
Perchè non ti perderò, nemmeno al di là della Manica
Perchè...sei tu

giovedì 11 ottobre 2007

A te che stai nel mio cuore

After a while
After a while you learn the subtle difference between
holding a hand and chaining a soul,
And you learn that love doesn mean learning and
company doesn mean security,
And you begin to learn that kisses aren contracts
and presents aren promises,
And you begin to accept your  defeat with your head
up and you eyes open, with the grace of an adult,
not the grief of a child,
And you learn to build all you roads on today
because tomorrow ground is too uncertain for plans.
After a while you learn that even sunshine burns if
you get too much.
So you plant your own garden and decorate your own
soul, instead of waiting for someone else to bring you flowers.
And you learn that you really can endure...
That you really are strong,
And you really do have worth.
V.A.Shoffstall

Dopo

Dopo un po' comprenderai la sottile differenza fra stringere una mano e incatenare un'anima, e comprenderai che amore non significa dipendenza e che compagnia non significa sicurezza. Incomincerai a comprendere che i baci non sono contratti e i doni non sono promesse, e incomincerai ad accettare le sconfitte a testa alta e con gli occhi bene aperti, con la grazia di un adulto e non con il dolore di un bimbo, e imparerai a tracciare la strada sull'oggi, perché il terreno del domani è troppo incerto per essere pianificato.
Dopo un po' comprenderai che perfino il sole può bruciare se ne prendi troppo.
Allora semini il tuo giardino e abbellisci la tua anima senza aspettare che qualcuno ti regali dei fiori.
E impari che puoi veramente farcela... Che sei veramente forte, e che tu vali veramente molto.

martedì 9 ottobre 2007

Logorrea

Non sono un chiaccherone e non lo sono mai stato, uno di quelli che non perde occasione per dire la propria, uno di quelli che ama ascoltarsi e vedere l'effetto che le proprie parole hanno sulla gente. Odio andare dal medico perchè odio i discorsi vuoti, banalmente autoreferenziali, senza ragione alcuna d'esistere se non ammazzare l'attesa per un foglio rosso, firmato da uno che era meglio se da piccolo lo iscrivevano ad un corso di grafia. Sono uno che quando la domenica arrivano gli amici di famiglia finge di essere ancora a letto e poi si presenta a tavola due minuti prima che si riempiano i piatti per liquidare le formalità con un "ciao" generale e qualche sorriso. Sono uno che quando va all'estero e trova gli italiani nello scompartimento del treno per Amburgo finge di essere spagnolo ostentando il libro di poesie di Rafael Alberti per essere lasciato in pace, salvo poi scoprire che gli italiani sono di Madrid emmò so cazzi tua!
E poi capita che questa sera qualsiasi pensiero, ricordo, sensazione mi passi per la mente senta il bisogno di avere voce, di essere partecipato, di farsi sentire da chi mi sta accanto, mi tiene la mano, e appoggia il mento sulla mia spalla, mentre camminiamo. Non so se questa sia la Felicità ma pure se non lo fosse ne è un'ottima approssimazione e questo è ciò che conta (almeno finchè non sali a noia a chi ti ascolta alzando dolcemente gli occhi al cielo; ma stasera sono felice, tanto, e va bene così, e la mia malinconia può starsene distratta per una volta).

Scritto tutto d'un fiato, con un giubbino ancora sulle spalle, uno di quelli che tengono il vento, di quelli che se cerchi bene, nella tasca interna sinistra, quella vicina al cuore, ci trovi gioie inaspettate, un giubbino che non è tuo, ma che appendi in mezzo agl'altri, come se lo fosse stato da sempre.