giovedì 30 dicembre 2010

Signor padrone

Signor padrone, hai visto come le tue figlie giocano l’amore senza un anello al dito?

Signor padrone, hai visto come tua moglie manca il primo bottone quando indossa il vestito?

Signor padrone, i tuoi cani li affami con il disprezzo, signor padrone, non tutti gli uomini si specchiano dentro al pozzo.

Signor padrone, domani non cercarmi, che ho scelto una ragione più sincera a cui lasciare le mie armi.

Signor padrone, il tuo vomito è disgustoso quanto il mio.

martedì 28 dicembre 2010

Bali

Vento scuro, e ti nascondo nella borsa buia della sera, che sono molte e sole le parole che ho usato per dirti di me, frasi che ieri non sapevo, oggi non vorrei, ma domani cercherò di nuovo. Tu pagami un sorriso se proprio non ne vuoi fare a meno.

mercoledì 22 dicembre 2010

Ritorno

Ti sei scelta stivali troppo stretti perché possa camminarti insieme, hai lasciato troppi gatti ad aspettare sulla porta, mentre Sara guarda dalla finestra e non vuol capire che se c’è la neve l’estate è finita, e la strada dell’ulivo, bagnata di freddo, non ti riporterà più qui.

Allora spegne le candele e un sogno di cera molle e fumo è quello che hai lasciato.

venerdì 17 dicembre 2010

Il vaso

In stille purissime, nel vaso d’argilla ti lascio cadere piano, per poter bere a sorsi pieni quando le labbra e l’anima avranno sete.

E goccia, dopo goccia, dopo goccia, ti sento crescere, alzarti fino al bordo, traboccarmi dagli occhi e raccoglierti nei miei palmi, mentre attendo che tu venga a berti dalle mie dita.

mercoledì 8 dicembre 2010

B.

Il vapore caldo e umido nella doccia si mescolava agli umori che ti colavano in brividi dalla schiena, mentre due dita di schiuma ti cercavano la bocca e i seni.

Ed ora? Ora siedi sul divano di un giorno lontanissimo, con la pelle del ventre, nuova e incredula, che intreccia una trama di amore e speranza, per la vita che aspetti.

mercoledì 1 dicembre 2010

Il circo

Esiste un filo sospeso, tra il buio della rete sotto, e il buio della notte più su, oltre il tendone, un filo d’argento che chiude l’orizzonte tra due lunghi pali, dell’ebbrezza il primo, del respiro il secondo, e nel mezzo l’acrobata del circo, e Caterina, seduta in terza fila, le dita affondate nel sacchetto verde di pistacchi, che lo spinge ad ogni passo, e lo ama ad ogni inciampo.