domenica 25 dicembre 2011

Apricot Boulevard, Domenica 25/12


Nevicano renne, qui su Apricot Boulevard. E Vittorio prepara il barbecue

L'uccisione di Babbo Natale
Dolly del mare profondo, figlia di minatori,
si leva le scarpe e cammina sull'erba
insieme al figlio del figlio dei fiori.
E fanno la solita strada fino al cadavere del grillo,
la luna impaurita li guarda passare
e le stelle sono punte di spillo.
E mentre le lancette camminano
i due si dividono il fungo e intanto mangiando
ingannano il tempo ma non dovranno ingannarlo a lungo.
Infatti arriva Babbo Natale,
carico di ferro e carbone,
il figlio del figlio dei fiori lo uccide
con un coltello e con un bastone.
E Dolly gli pulisce le mani con una fetta di pane,
le nuvole passano dietro la luna
e da lontano sta abbaiando un cane.
E la neve comincia a cadere,
la neve che cadeva sul prato
e in pochi minuti si sparse la voce
che Babbo Natale era stato ammazzato.
Così Dolly del mare profondo
e il figlio del figlio dei fiori si danno la mano
e ritornano a casa, tornano a casa dai genitori.
[F. De Gregori]

giovedì 22 dicembre 2011

Apricot Boulevard, Giovedì 22/12

Su Apricot Boulevard oggi ho scoperto una cosa. Noi non odiamo il Natale, o compleanno di Gesù come si chiama qui, noi odiamo la gente che ama amare il Natale, e per questo rompe i coglioni a tutti. Spiego. Questa mattina io e Vittorio siamo andati a guardare le donne grasse che sudano in piscina, quelle che sudano di brutto, che le gocce perlate sulla fronte non sono schizzi d'acqua, ma sudore proprio, stille di fatica. Vittorio si diverte molto e dato che io non ho mai nulla da fare, qui su AB, l'ho accompagnato. La cosa che più lo diverte è vedere tutte queste signore, rosse paonazze, con la cuffia mezza spostata e con un tubo galleggiante sotto il culo ansimare e implorare pietà mentre a bordo vasca una baccante sadica e delirante le sprona a faticare e faticare, a sudare e sudare. Vittorio ride e mi dice: "Le donne sono incredibili, ma perché non la tirano giù in acqua e l'affogano sta stronza?". Per vederle meglio scendiamo in piscina pure noi, agghindati di tutto punto, con costume, cuffia e occhialini, quest'ultimi fondamentali per godersi sott'acqua lo spettacolo dei culoni esausti che si agitano senza tregua. Per onestà devo dire che dopo dieci minuti mi ero già rotto le palle, così lascio Vittorio in prima fila a godersi l'avanspettacolo e me ne vado nel loggione a farmi qualche vasca. Chiuso il sipario, accappatoio, doccia e a farci compagnia pelose chiappe bianche e uccelli ostentati proprio a fianco del cartello - Vietato farsi la doccia senza costume - (faccio segno a Vittorio di non dire nulla che non voglio casini), ancora accappatoio e poi a rivestirsi. Mentre cerco di capire il verso giusto per infilarmi la maglia sento canticchiare: "Gingol bell, gingol bell, gingol gingol beeel, nananaa nananaaaaa, na na na na naaaaa...". Negli spogliatoi risatine sotto i baffi e sguardi complici, il tizio effettivamente suscitava qualche ilarità. Vittorio si stava già agitando. Il tizio inizia a spogliarsi sempre canticchiando e sorridendo di rimando a chi lo guarda interrogativo. "Gingol bell, gingol bell, gingol gingol beeel, nananaa nananaaaaa, na na na na naaaaa...". Vittorio si gratta le mani. Il tizio, oltre che amante del compleanno di Gesù, è pure raffreddato, così prende un fazzoletto e si soffia il naso, senza smettere il ritornello: "Ff ff fffffffffhhhhh, ff fffffffffffffhhh, f f f f ffffffffffffffhhh....". Il vaso di Vittorio è traboccato, si avvicina al tizio e gli sorride, quello sorride di risposta e poi è un attimo: Vittorio parcheggia una testata secca e d'inaudita violenza sul naso smoccoloso del tizio che in pochi secondi si ritrova la faccia coperta di sangue, a quel punto Vittorio lo solleva di forza e lo chiude a chiave in un armadietto. "E adesso chiedi a Babbo Natale di venirti ad aprire, stronzo!". Applausi generali ed euforia, Vittorio viene portato in trionfo fuori dallo spogliatoio, condottiero e nostro duce che ci liberi dalle pastoie delle feste comandate. Io lo seguo sorridendo, siamo fatti così, qui su AB.
Oh, e un'altra cosa che odiamo sono le persone che dicono e scrivono "bla bla bla non ha prezzo, per tutto il resto c'è Mastercard" credendo di essere simpaticamente originali, e ancor di più quelli che oramai omettono Mastercard e se ne escono con frasi del tipo "passare un pomeriggio in compagnia della mia amica Anna non ha prezzo". Ma questa è un altra storia.

martedì 13 dicembre 2011

Apricot Boulevard, Martedì 13/12

Su Apricot Boulevard oggi è arrivata Santa Lucia, Esseelle come la chiamiamo noi. Vittorio che è molto cinico e pragmatico, binomio pericoloso e divertente al tempo stesso, ha detto: "Tanto non ci vede un cazzo, rubiamole il carretto e mettiamo su un bisness!!". E così è stato. Dieci grammi di carbone 12 euro. C'è crisi, anche qui su AB.

lunedì 12 dicembre 2011

Apricot Boulevard, Lunedì 12/12

Su Apricot Boulevard oggi è il mio compleanno. Qui i giorni come questi sono delle enormi bolle di sapone, basta solo avere ventiquattrore di pazienza, e poi tutto esplode e si ritorna alla normalità, alla sincerità. Non bisogna mai fidarsi delle cose che vengono dette nei giorni come questi, almeno qui, io parlo per AB, del resto non so. Oggi Teresa ha pianto un oceano blu dagli occhi verdi, perché il suo migliore amico ha traslocato, stufo di questo posto, così diceva lui. Quando qualcuno se ne va via si è sempre tristi qui, ma non tristi fino in fondo, perché nel fondo si è anche felici, perché c’è più spazio per noi e per qualcuno di nuovo che vorrà arrivare. Ovviamente non vale per Teresa, che oggi, il giorno del mio compleanno, ha perso il suo migliore amico. A mio parere il vero problema è che qui il Lunedì ogni ristorante fa chiusura, credo sia per questo che l’amico di Teresa l’abbia lasciata sola. Che poi noi ci chiediamo: ma come sola? E il marito? E il suo cane? E l’amante? E le amiche? Mah, una cosa però la sappiamo tutti, qui su AB: le cose importanti noi le capiamo dopo, anzi tardi, e se siamo troppo incazzati, orgogliosi o tristi per pensarci, allora andiamo fuori a cena, sempre che non sia Lunedì. Un'altra cosa snervante qui, oltre alla mancanza di burro di cacao, è il tempo, mai a sufficienza quando ti diverti e sempre sovrabbondante quando stai male, che tutto vorresti avere fuorché del tempo che ti avanza, chiedete a Teresa.

domenica 4 dicembre 2011

Duedodici

Gli occhiali appoggiati al vetro che tra le labbra ti cerco un segreto, se hai amore, e il latte che bevi, se vuoi quello che devi. Sceglierò, se vorrai, di essere il tuo futuro anteriore, la prima parola e l’ultimo odore.