sabato 18 giugno 2011

Piccole cose

"Che hai da guardare?"
"Come?"
"Dico, che hai da guardare?"
"Non sto guardando niente...conto"
"Conti? E cosa conti?"
"Sto contando quante forcine togli dai capelli e quanti giri di elastico ti passi tra le dita per legare la coda..."
"Non ti capisco, e perché lo fai?"
"Quante persone credi che sappiano in questa stanza quante forcine avevi nei capelli?"
"Credo nessuno, non lo so nemmeno io...ma che importanza ha? Perché t'interessa?"
"M'interessi tu, sopra ogni altra cosa"
"...e quindi conti le mie forcine"
"E quindi conto le tue forcine, si...sono i particolari, le piccole cose, questo ci distingue, e questo voglio conoscere"
"Mm...e quali altri particolari vuoi conoscere?"
"Il rumore dei tuoi passi sulle scale, il suono del campanello alla porta quando sei tu a suonarlo, quanto riempi un bicchiere a tavola, che odore ha il tuo cuscino al mattino, quanti minuti fai cuocere la pasta, come ti succhi il dito se ti tagli, quanti nodi fai alle stringhe delle scarpe, cosa scrivi sugli specchi appannati dal vapore della doccia, che forma prendono le tue labbra un'attimo prima di piangere e i tuoi occhi un attimo prima di ridere, con che mano sfogli i libri, come tieni la penna tra le dita, come saluti il casellante dopo aver pagato, quanto riesci a tenere il fiato sott'acqua, il tuo colore preferito per le mollette del bucato, la faccia che fai se mangi un limone, la faccia che fai se cerco di baciarti, l'impronta dei tuoi piedi nella sabbia, l'impronta delle tue mani nell'erba fresca, come ti si affanna il respiro dopo una corsa..."
"....e...nient'altro?"
"Questi e tutti quelli che potrò amare"
"Le piccole cose, eh?"
"Si, le piccole cose"

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