mercoledì 19 marzo 2008

Quattro mani (parte I°)

Matilde ha otto anni e le ginocchia sbucciate, i capelli neri come la pece, quasi viola sotto la luna e legati in due trecce morbide. Gialli e verdi i fiocchi dei nodi. Sta seguendo le gambe lunghe e veloci di suo fratello tra i campi, schivando rovi, saltando fossi, improvvisando nuovi sentieri come una piccola esploratrice.

“Aspettami Ettore! Non correre così, non ce la faccio!”

“Muoviti Matilde, te l’avevo detto di non venire se non ce la fai!”

“Ettore!!”, Matilde punta i piedi, le braccia conserte al petto, i pugni stretti e le lacrime, calde sul viso duro e imbronciato, che le affannano ancor più il respiro.

“Chi me lo ha fatto fare di portarti?!” Ettore sorride e la prende in spalla, Matilde si lega stretto al fratello, rispondendo al sorriso.

“Guarda Ettore, guarda quante stelle!”.

Ettore, riprendendo a correre :“Il nonno dice che alcune di quelle stelle non ci sono più, ma noi continuiamo a vederle”

“Smettila di prendermi in giro, non è possibile!”

“Si si, il nonno dice che è vero e dice pure che non sono tutte stelle quelle li. Ci sono anche dei pianeti!”

“Ettore? Anche il nostro è un pianeta?”

“Si, credo di sì”

“Allora anche noi brilliamo?”

“Dai che è tardi, lascia stare queste stupidaggini e non farmi buttare il fiato”

Matilde continua a sorridere, in groppa al fratello, mentre si guarda le braccia nude che brillano davvero nel plenilunio.

Si sente da lontano lo sferragliare dei treni e il rumore della ferrovia, manca poco.

venerdì 15 febbraio 2008

Risvegli

Ora imprecisata del giorno o della notte, non si sa, è imprecisata. Un corpo affagottato nel letto, la testa sotto le coperte. Driiiiiin (primo squillo del telefono di casa o cellulare, non si sa, è imprecisato) Driiiiiin (secondo squillo, il fagotto se ne sta immobile come una scogliera) Driiiiiin (terzo squillo, il fagotto si muove, qualcosa si attiva). Al quarto squillo il fagotto reagisce nei seguenti modi, tutti grossomodo simultanei e racchiusi nell'arco temporale di 2" netti.
1- Si rende conto che lo squillo proviene dal telefono di casa e si ricorda di avere il cellulare spento.
2- Apre leggermente l'occhio destro, poi il sinistro, poi li sbarra entrambi.
3- I sensi gli si mettono in moto e capisce che non è mattina presto, dato che una generosa luce filtra dalle imposte chiuse della finestra e che tuttosommato non si sente stanco.
4- Un unico pensiero "Cazzo, il lavoro, non mi sono svegliato...e questi sono i responsabili che mi chiamano per buttarmi giù dal letto".
5- Un angolo del cervello inizia a richiamare alla memoria tutti i santi del calendario di frate indovino, un secondo angolo del cervello fa lo stesso con gli animali della vecchia fattoria, zio Tobia incluso, e un terzo angolo li shakera allegramente, creando accostamenti di tale volgarità e blasfemia da far impallidire uno yogurt (vi assicuro che non è facile).
6- Sempre più in tensione e con un' incazzatura montante il fagotto passa in due nanosecondi dalla posizione "lato fronte muro" alla posizione "lato fronte comodino" passando dalla posizione "supino fronte soffitto".
7- In altri due nanosecondi è in piedi, la testa gli gira leggermente per la foga dell'atto, altre rotondità del corpo gli girano assai più impetuosamente.
8- Brandisce con gesto deciso l'orologio-sveglia sul comodino e guarda l'ora............
Sono le 16:09.......le 16:09, - Com'è possibile? - pensa il fagotto oramai fattosi bipede pensante.....le 16:09.
Poi la manifestazione di senso, l'epifania come la chiamerebbe Joyce - Sono le 16:09 perchè oggi ho già lavorato, dalle 5 alle 13, e mi stavo meritatamente godendo il riposo del guerriero da circa 40 minuti quando il telefono mi ha svegliato......non posso andare avanti così a lungo-
Tra l'incredulo e il disilluso torna allo stato primordiale di fagotto, lasciando squillare il telefono e aggiungendo agli animali della vecchia fattoria tutta l'Arca di Noè....leocorni inclusi.

sabato 26 gennaio 2008

Gomito sul bancone

"Buonasera"
"Buonasera ispettore, cosa le servo?"
"Stupiscimi, qualcosa di nuovo..."
"Sono troppo stanco per qualcosa di nuovo, la lista è la solita, scelga da lì, oppure se vuole s'inventi lei qualcosa per me"
"Allora fammi 1/4 succo di limone, 1/4 gin e 1/4 rum bianco"
"E poi?"
"E poi basta"
"Manca 1/4 ispettore"
"No, va bene così"
"Allora 1/3 succo di limone, 1/3 gin e 1/3 rum bianco"
"No, 1/3 è troppo, sono troppo stanco per 1/3, fammene 1/4"
"Come vuole ispettore: 1/4, 1/4, 1/4...vuole una fetta d'arancia?"
"Niente arancia grazie e fanne uno anche per te"

"Salute allora"
"Alla tua"
"Alla nostra ispettore".

domenica 6 gennaio 2008

Inchiostro blu

Non vedo il tratto, sento solo la punta che scorre, stacca e ricomincia, seguendo un percorso ben preciso e guidato, a dar alle tracce d'inchiostro un senso che ancora non intuisco...poi si ferma, ruoto il polso e scopro il palmo: "Mai avrei pensato".
L'inchiostro è blu e non è indelebile, ma, più scolora più penetra attraverso la pelle nei vasi sanguigni, nella carne, e in circolo per il mio corpo. Li resterà, lì si indelebile, come il messaggio che porta.

mercoledì 5 dicembre 2007

C'è ancora tempo

C'è ancora tempo per crescere, per scendere giù, ancora tempo prima di credere che le braccia non servano per volare.

Nel covo dei pirati - [Edoardo Bennato]

"Nel covo dei pirati c'è poco da scherzare
chi non si arruola finisce in fondo al mare.
Finanche i più convinti, finanche i più decisi
a denti stretti si sono tutti arresi.
Tu invece sei la sola che va così sicura
sul trampolino di Capitan Uncino.
Ma dimmi come fai a non aver paura
o sei incosciente oppure sai che è un sogno
che non dura.

Come sei brava a raccontare
ad inventarti quelle avventure
sembrano vere...che fantasia che hai.

Continua il tuo racconto, mi sembra di vederti
al punto giusto lui arriverà a salvarti.
Tutte le tue avventure son belle da sognare
però nei sogni non ti puoi rifugiare.
Non vedi il tempo corre e non lo puoi fermare
diventi grande e ti vogliono cambiare.
E questo ti spaventa, i grandi sono strani
fanno paura più dei pescecani.

Ma proprio adesso, ti vuoi fermare
non ti interessa di far vedere se
e proprio vero che non ti arrendi mai.

Nel covo dei pirati c'è poco da scherzare...

Ma tu con i pirati sai già che cosa fare
è un tuo vantaggio e non ci rinunciare

Tu già lo sai cosa fare
è come nei sogni, è come nelle avventure
ma il principe azzurro stavolta forse non viene
e contro i pirati dovrai lottare davvero

Ma oramai già lo sai dai pirati cosa ti puoi aspettare.
Ti potranno insultare, minacciare, in fondo è il loro mestiere.
Ti faranno i versi, le boccacce, ti faranno le facce scure.
E' per questo che si allenano davanti allo specchio
quasi tutte le sere.
Ma lo fanno per cercare di vincere le loro stesse paure.
Oramai già lo sai dai pirati cosa ti puoi aspettare.
Ma è proprio questo il tuo vantaggio e non ci rinunciare.
Oramai già lo sai dai pirati cosa ti puoi aspettare."