domenica 27 marzo 2011

Buon Compleanno

Vino e musica, e complicità di donne, parole lasciate sospese, risate crescere, e bambini giocare i nomi dei grandi, attorno al tavolo lungo di legno, carico d'amore e vassoi.
Un profumo di rosa canina passeggiarmi accanto,
il lago tremolante di luci nel golfo scuro di Salò,
e i tuoi capelli color del corvo,
tra una boccata di tabacco sulla panchina vecchia
e un bicchiere lasciato a metà.
E se m'incontrassi ora, non mi riconosceresti.

lunedì 21 marzo 2011

Federica sopra il cielo di Tripoli

"Cosa ne pensi di quello che sta succedendo in Libia?"
"Niente"
"Come niente?"
"Non penso niente"
"Si, ma ti sarai fatto un'idea?"
"No"
"Due giorni fa sono iniziati i bombardamenti, dopo quelli di Gheddafi su Bengasi, francesi, inglesi, e forse anche noi, non ho ben capito"
"Mm..."
"Quindi non pensi niente?"
"No"
"E perché no?"
"Perché no...lo mangi il pane?"
"Prendilo pure"
"Oh, tra poco arriva Federica!"
"Cosa?"
"Dovrebbe arrivare Federica!"
"Chi? Ah, quella ragazza che studia Medicina?"
"Mamma mia quanto mi piace! Appena trovo il coraggio le parlo"
"Si, le parli e cosa le dici?"
"Bo, non lo so, magari la guardo e basta..."
"Ottima tecnica, se vuoi farla scappare"
"Dici?"
"Dico"

"Scusate, è libero qui?"
"Si, si, noi ce ne stiamo pure andando..."

E Federica? E la Libia?

mercoledì 9 marzo 2011

Il barbiere

Quanti modi di amare esistono? Qual è il modo giusto? Perché non fanno delle scuole dove s’insegna come amare? Forse non ci sarei andato comunque, forse non ci sono le scuole perché l’amore non esiste, anzi esiste ma non c’è, anzi c’è ma non si può vedere, anzi si può vedere ma non si può toccare, si è così, è come la crema da barba che massaggio sulle guance rasate, un odoroso velo trasparente che ti arrossa il viso e ti resta addosso, e tutti te lo vedono, te lo annusano, e sono invidiosi.

Tutti i signori che vengono da me, al mattino presto ancora assonnati di caffè, o la sera tardi, con gli occhi gonfi di stanchezza, a tutti loro riesco a vedere appiccicato addosso un amore, grande o piccolo che sia. Alcuni amano la loro giovane moglie, alcuni le donne degli altri, alcuni amano tutti la stessa giovane moglie, alcuni amano i cani, alcuni amano loro stessi, alcuni amano i mariti delle giovani mogli, alcuni la moglie invecchiata con loro, alcuni amano la moglie nonostante sia invecchiata con loro, alcuni amano l’Inter, alcuni amano i tramonti d’autunno, alcuni amano il gelato al fior di latte, alcuni amano la mamma, alcuni la mamma dei loro amici, alcuni amano il cioccolato, alcuni il colore arancione, alcuni la scienza, alcuni la filosofia, alcuni i cavalli.

Io? Io amo le mie forbici, i miei rasoi, amo i miei profumi, le mie creme, i balsami, la schiuma delle frizioni, amo il mio specchio grande che riflette il verde delle poltrone, amo le mie poltrone, amo il cartellino con l’orario alla porta.

Io amo quando taglio i capelli, li vedo volare a terra e li sento cadere senza rumore sul luminoso pavimento di marmo bianco e nero. Amo quando rado la barba ai miei clienti e la lama precisa che lascia la pelle ne ravviva il colore, quasi a farla vergognare di essere così morbida e delicata.

Poi, quattro mesi da oggi, o forse cinque, ho conosciuto Barbara, e da quell’istante la sento nello “zac-zac” delle forbici, la vedo riflessa nello specchio grande, l’accarezzo negli asciugamani caldi, la cerco nello scintillio metallico del rasoio, taglio tutti i capelli come se fossero i suoi, scelgo ogni colonia come se fosse per lei, mi comporto in ogni momento come se lei mi stesse guardando, e la amo, e non riesco a smettere, come se non avessi mai amato altro prima di lei.